NATALE MORROVALLESE

Il NATALE MORROVALLESE occupa il periodo che comprende quasi tutto il mese di dicembre e la prima parte del gennaio successivo. Nelle passate edizioni ha sempre goduto dell'alto patrocinio delle massime istituzioni nazionali e territoriali ( dal Senato della Repubblica, alla Regione, alla Provincia),ed è,in qualche modo, collegato con il locale "Museo-Pinacoteca Internaz.del Presepio". Esso comprende, di solito, le seguenti manifestazioni: 
a) accensione notturna dei "focaracci";
b) "concorsi naz.li a premio:"letterina (o poesia) a Gesu Bambino, Statuina del Presepio (o Presepi completi); Disegno (o pittura) a soggetto natalizio"; con mostre e premiazioni;
c) annullo postale e mostre filateliche;
d) incontri, convegni, concerti,rappresentazioni teatrali, accademie canti corali, ecc
e) rappresentazioni del PRESEPIO VIVENTE, all'interno del centro storico di Morrovalle. 

Ovviamente le rappresentazioni del PRESEPIO VIVENTE costituiscono la parte centrale, la più caratteristica e la più spettacolare del NATALE MORROVALLESE.

Ogni visitatore, entrando - con ingresso libero -, in gruppo o per proprio conto, nell'area del Presepio, che va - a senso unico - dalla piazza del Comune, alla zona delle "fonti", può restarvi per tutto ili tempo che vuole ad ammirare le varie attrazioni, proprie del Presepio; le singole botteghe artigiane, o le tante scenette familiari, agresti o pastorali curate sin nei minimi particolari e rese efficienti in ogni parte; gli edifici monumentali della piazza o i diversi squarci del vecchio centro storico, resi piu suggestivi dal circostante, caratteristico paesaggio della campagna marchigiana o, un po' più in lontananza, dalle cime dei Sibillini (in quel tempo, sicuramente, innevate) e, sul far della sera, anche, da una illuminazione, che ritornando all'uso delle torce, delle fiaccole ecc., ci riporta ai tempi antichi, cosìi da rendere il tutto addirittura fantasioso e fantastico.
La piazza del Comune, con tutti i palazzi circostanti, è trasformata in un ampio salone del palazzo di Erode, ove egli ha radunato, in festa, l'intera corte per assistere alle piacevoli esibizioni di danzatrici e lottatori, naturalmente sotto la scorta vigile di guardie romane, anche a cavallo. Nell'attiguo piazzale "pescheria", una moltitudine di arabi è intenta a mostrare alla curiosità dei passanti i prodotti, tra i piu vari, di un ipotetico mercato orientale, colorito e vivace. Nelle vie sottostanti, un susseguirsi di artigiani (fabbri, falegnami, ramai, arrotini, cestai fornai, calzolai, spaccalegna, ecc.) impegnati nei diversi lavori, con gli attrezzi di un tempo, all'interno delle loro botteghe o nei abituali spazi di lavoro, intercalati dalle tante massaie che filano, ricamano, tingono, tessono e altre donne che cucinano, lavorano il formaggio preparano la bruschetta, la polenta, ecc. sole o in comitive ove alternano le preghiere ai pettegolezzi e alle maldicenze. E poi pastori, contadini, e ancora pastori...,fino ad arrivare nella parte piu bassa del paese (la zona delle fonti) ove all'interno di una grossa arcata ha trovato, quasi naturale collocazione la grotta della natività: con tanto di Madonna, S.Giuseppe, il Bambino, gli angeli, altri pastori, i visitatori, i re magi. In tutto oltre trecento figuranti (romani, ebrei, arabi, pastori ...) e tanti animali veri (dagli animali da cortile ai molti cavalli, alle tante pecore, agli animali, di solito, più strettamente legati con il presepio: l'asino e consentendocelo per il futuro le normative sulla "mucca pazza", anche un bue).
Poi, a rendere il clima ancor piu festoso, il vivace e numeroso gruppo canoro dei "pasquellari" e quello altrettanto nostrano degli "zampognari".
Infine, all'uscita, vicino alla porta delle fonti, la gradita sorpresa di trovare un bus-navetta: per riaccompagnare - gratuitamente - i visitatori alle loro auto, presso i vari parcheggi.